Il mestiere · Caso d'uso

Il tetto dopo la grandinata

Un proprietario, un'impresa o un'assicurazione vuole sapere che danni ha fatto la grandine. Il risultato è una documentazione che regga davanti al perito: ogni falda, ogni danno, con data, posizione e una scala.

Fonti verificate il 13 ottobre 2026

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Scenario

Dopo una grandinata, il proprietario di una casa o di un capannone chiama: deve aprire la pratica con l'assicurazione, o l'impresa deve fare il preventivo di riparazione. Salire sul tetto è lento e rischioso. Il drone vede tutto in mezz'ora.

Obiettivo

Consegnare la documentazione dei danni com'erano prima di qualsiasi riparazione: ogni falda, ogni danno, con data, ora e posizione, in una forma che il perito possa usare.

Rischi

  • Il tetto è in un'area abitata: persone in strada, nei cortili, alle finestre.
  • Ostacoli: antenne, cavi, comignoli, alberi.
  • Una documentazione incompleta: una falda dimenticata, foto senza scala, foto ritoccate.
  • Le riparazioni iniziano prima del volo: il danno non si può più dimostrare.

Categoria

Dipende dal drone che si ha e da quanto si sta vicini alle persone. Le regole europee, nella categoria «aperta»:

  • A1 con un drone sotto i 250 g o di classe C0: si possono sorvolare persone non coinvolte, «ma mai di assembramenti di persone» (regolamento di esecuzione (UE) 2019/947, allegato, UAS.OPEN.020, punto 2).
  • A2: niente sorvolo di persone non coinvolte e «una distanza orizzontale sicura di almeno 30 metri da tali persone», riducibile fino a 5 metri in modalità a bassa velocità, dopo una valutazione della situazione (UAS.OPEN.030, punto 1).
  • A3: «una distanza orizzontale sicura di almeno 150 metri da zone residenziali, commerciali, industriali o ricreative» (UAS.OPEN.040, punto 2). Su un tetto in un centro abitato di solito non è praticabile.

Se nessuna sottocategoria si adatta al luogo, si esce dalla categoria aperta e serve la categoria «specifica» (art. 5, par. 1).

Assicurazione del drone. L'EASA ricorda che la maggior parte degli Stati chiede un'assicurazione per danni a terzi anche per i droni leggeri: «please consult the national regulation» (FAQ EASA 116469).

Mezzi

  • Un drone con una camera buona, adatto alla sottocategoria scelta.
  • Un riferimento di scala per le foto ravvicinate.
  • La lista delle falde e degli elementi da riprendere (grondaie, comignoli, lucernari, pannelli).

Sequenza consigliata

  1. Prima di partire: zone e restrizioni temporanee, autorizzazione del proprietario, chiedere che nessuno ripari niente prima del volo.
  2. Sul posto: un giro a piedi, chi c'è intorno, da dove si decolla.
  3. Una ripresa d'insieme dell'edificio e di ogni falda, sempre con lo stesso ordine (per esempio in senso orario dal lato strada).
  4. Le foto ravvicinate dei danni, con un riferimento di scala, e degli elementi che la grandine segna di più: lamiere, grondaie, scossaline.
  5. Le facciate e il terreno intorno, se servono a mostrare l'evento.
  6. Prima di andare via, si controlla di avere tutte le falde.

Errori frequenti

  • Una falda dimenticata: il perito chiede un secondo volo, quando magari si è già riparato.
  • Foto ravvicinate senza un'inquadratura d'insieme: non si capisce dove sia il danno.
  • Foto ritoccate o annotate sopra l'originale: l'originale va tenuto intatto, le frecce stanno a parte.
  • Niente data e posizione sulle immagini.

Cosa consegnare

  • Il rapporto: elenco dei danni falda per falda, ognuno con foto d'insieme, foto ravvicinata, posizione e una riga di descrizione.
  • Le foto originali, non ritoccate.
  • Le foto annotate, separate dagli originali.

Quali prove conservare

  • Gli originali con i loro metadati (data, ora, posizione).
  • Il volo nel logbook: drone, pilota, luogo, ora.
  • Chi ha ricevuto il rapporto e quando.

In Dronetrake si fa così

  • Il preventivo si costruisce per voci: sopralluogo, volo, rapporto.
  • Ogni danno è un rilievo d'ispezione della missione: titolo, gravità, descrizione, raccomandazione, posizione e la foto da cui viene.
  • Le annotazioni sulle foto sono uno strato a parte: la foto originale non si tocca, e ogni versione dell'annotazione resta con l'impronta della foto, l'autore e l'ora.
  • Ogni file caricato ha la sua impronta e l'ora di caricamento.
  • Il rapporto e le foto si consegnano dal portale cliente, con il suo link.

Fonti

Le norme citate sono state lette alla fonte alla data indicata. Fa fede il testo ufficiale. Questo capitolo è un'informazione, non un parere legale.

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