Scenario
Una persona dispersa in campagna o in un bosco, di notte. Chi dirige l'intervento chiede i droni. L'area è troppo grande per un drone solo: ne arrivano tre o quattro, con camera termica.
Obiettivo
Coprire l'area nel minor tempo possibile senza lasciare buchi, e passare alle squadre a terra una posizione precisa appena si vede qualcosa.
Rischi
- Più droni nella stessa area, di notte.
- Elicotteri del soccorso a bassa quota.
- Ostacoli invisibili al buio: cavi, alberi, pendii.
- Settori sovrapposti o lasciati scoperti.
- Batterie che finiscono a metà settore.
- Un falso allarme termico (animali, sassi caldi) che porta le squadre nel posto sbagliato.
Categoria
Prima domanda: chi conduce l'intervento. Il regolamento europeo di base non si applica agli aeromobili impegnati in operazioni «di ricerca e salvataggio […] effettuati sotto il controllo e la responsabilità di uno Stato membro, nell'interesse pubblico da, o per conto di, un organismo investito dei poteri di autorità pubblica» (regolamento (UE) 2018/1139, art. 2, par. 3, lett. a)). In quel caso valgono le regole nazionali. Lo Stato deve comunque tener conto degli obiettivi di sicurezza del regolamento (art. 2, par. 3, secondo comma) e può decidere di applicarne alcune parti anche a queste attività (art. 2, par. 6).
Ogni paese lo fa a modo suo. Le regole nazionali, con le fonti, paese per paese: Italia.
Se l'intervento non rientra lì, per esempio un operatore privato chiamato a dare una mano, valgono le regole europee:
- Notte: è definita come le ore «tra la fine del crepuscolo serale civile e l'inizio del crepuscolo mattutino civile» (regolamento di esecuzione (UE) 2019/947, art. 2, punto 34). Nella categoria aperta il pilota deve assicurarsi «che sia attivata una luce verde lampeggiante» (allegato, UAS.OPEN.060, punto 2, lett. g)). Nella specifica l'operatore deve garantire che ogni drone abbia «almeno una luce verde lampeggiante» (UAS.SPEC.050, punto 1, lett. l), i.).
- Fuori vista: la categoria aperta chiede di tenere il drone in vista (art. 4, par. 1, lett. d)). Un settore grande percorso fuori vista porta nella categoria «specifica».
- Un drone per pilota: negli scenari standard il pilota «deve utilizzare un solo aeromobile senza equipaggio alla volta» (UAS.STS-01.040 e UAS.STS-02.040), e l'EASA indica lo stesso nella categoria aperta (AMC1 UAS.OPEN.060(2)(d)). Quattro droni sono quattro piloti.
Chi non è stato chiamato resta fuori. Nessuno deve volare «in prossimità o all'interno di aree in cui siano in atto interventi in risposta a una situazione di emergenza, a meno che non ne abbiano ottenuto il permesso dai servizi responsabili» (UAS.OPEN.060, punto 3; per la categoria specifica UAS.SPEC.060, punto 3, lett. e)).
Mezzi
- Droni con camera termica e luci, un pilota per drone, se possibile un osservatore per pilota.
- Una persona che coordina i droni e parla con chi dirige l'intervento.
- Batterie di ricambio e un punto di cambio.
- Radio o un altro canale di voce sempre aperto.
Sequenza consigliata
- Contatto con chi dirige l'intervento: area, ultima posizione nota, elicotteri in arrivo, canale radio.
- L'area si divide in settori, uno per drone, con confini chiari. Si decide come stare lontani: settori separati, quote diverse, o tutte e due le cose.
- Per ogni settore: passate parallele con la distanza calcolata dalla quota e dal campo visivo della termica, oppure il quadrato espanso partendo dall'ultima posizione nota.
- Ogni pilota sa quanto dura il suo settore e quante batterie servono.
- Durante il volo: un punto caldo si conferma guardandolo meglio prima di mandare le squadre. Si passa la posizione, l'ora e l'immagine.
- A fine settore: si segna che cosa è stato coperto e che cosa no.
Errori frequenti
- Due droni in settori vicini alla stessa quota, senza una regola per stare lontani.
- Un pilota che pilota due droni.
- Mandare le squadre su un falso allarme, senza un secondo sguardo.
- Passare una posizione a voce, senza coordinate.
- Non sapere quali settori restano scoperti al cambio delle batterie.
- Droni di volontari non chiamati nell'area dell'intervento.
Cosa consegnare
- A chi dirige l'intervento: le posizioni dei ritrovamenti con ora e immagine, e la mappa dei settori coperti e di quelli scoperti.
- Dopo l'intervento: il resoconto dei voli.
Quali prove conservare
- I settori, chi li ha avuti e quando.
- Le tracce dei voli e le immagini dei punti caldi, con ora e posizione.
- Chi ha visto che cosa e quando l'ha passato alle squadre.
- I voli nel logbook. Nella categoria specifica il registro delle operazioni si conserva «per almeno tre anni» (UAS.SPEC.050, punto 1, lett. g), iii.); per gli interventi di Stato valgono le regole nazionali.
In Dronetrake si fa così
- Aree di ricerca: si disegna l'area e la si divide in settori di uguale superficie, uno per drone o pilota, ognuno col suo colore.
- Per ogni settore: passate parallele o quadrato espanso dal punto noto. La distanza tra le passate si calcola da quota e campo visivo della camera, preso dalle schede dei costruttori quando c'è.
- Ogni settore ha lunghezza e tempo stimato, confrontato con l'autonomia reale delle batterie del drone assegnato.
- Ogni settore diventa un piano di volo esportabile (KMZ per DJI Pilot 2, .plan per QGroundControl). Le zone che il settore tocca vengono segnalate.
- Chi crea i settori e chi li assegna resta nel registro.
- In sala, SarAlert guarda i fotogrammi della diretta e segnala persone e oggetti, e anche fumo e fiamme, ognuno con il suo avviso; col termico segnala quando la temperatura massima supera una soglia. L'operatore sceglie che cosa cercare. Il termico misura, la visione interpreta, l'occhio umano decide: l'avviso aiuta l'operatore, non lo sostituisce.
Fonti
- Regolamento (UE) 2018/1139, testo consolidato al 02/08/2026, art. 2, par. 3 e 6: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:02018R1139-20260802
- Regolamento di esecuzione (UE) 2019/947, testo consolidato al 01/05/2025: art. 2, art. 4, allegato UAS.OPEN.060, UAS.SPEC.050, UAS.SPEC.060, UAS.STS-01.040, UAS.STS-02.040: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:02019R0947-20250501
- EASA, Easy Access Rules for UAS, revisione giugno 2026, AMC1 UAS.OPEN.060(2)(d), p. 444: https://www.easa.europa.eu/en/downloads/110913/en