Il mestiere · Caso d'uso

L'ultima ricognizione con un drone piccolo

Prima del volo col drone grande, un drone sotto i 250 grammi fa il giro dell'area. Con poco rischio si vedono cavi, ostacoli, persone, vento in quota e segnale. Anche quel volo è un'operazione, con le sue regole.

Fonti verificate il 13 ottobre 2026

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Scenario

Un'ispezione o un rilievo con un drone medio o grande. Il piano di volo è pronto a tavolino, ma dal suolo non si vede tutto: cavi tra i pali, antenne sul tetto accanto, una gru montata da ieri, rami sopra il punto di decollo. Prima di far partire il drone grande, si fa volare un drone sotto i 250 g.

Obiettivo

Vedere dall'alto, con poco rischio, quello che il drone grande incontrerà, e correggere il piano prima del decollo vero.

Rischi

  • Ostacoli non visti da terra: cavi, tiranti, antenne, gru, alberi.
  • Persone che entrano nell'area durante il lavoro.
  • Vento in quota diverso da quello al suolo.
  • Segnale debole dietro edifici o pendii.
  • Due droni in aria nello stesso momento.

Categoria

Il drone piccolo. Un drone sotto i 250 g costruito in proprio, o di classe C0, vola nella sottocategoria A1 della categoria «aperta». Può sorvolare persone non coinvolte, «ma mai di assembramenti di persone» (regolamento di esecuzione (UE) 2019/947, allegato, UAS.OPEN.020, punto 2). Resta entro 120 metri dalla superficie (art. 4, par. 1, lett. e)) e in vista del pilota (art. 4, par. 1, lett. d)). La classe C0 è definita dal regolamento delegato (UE) 2019/945, allegato, parte 1: «una MTOM inferiore a 250 g, compreso il carico».

Le zone valgono anche per lui. Prima del volo il pilota deve avere le informazioni sulle zone geografiche (UAS.OPEN.060, punto 1, lett. b)) e durante il volo rispettarne le limitazioni (punto 2, lett. c)).

Se ha una camera, l'operatore si registra. L'obbligo vale anche sotto i 250 g per i droni «dotati di un sensore in grado di rilevare dati personali», salvo i giocattoli conformi alla direttiva 2009/48/CE (art. 14, par. 5, lett. a), ii.).

Un drone alla volta. Nella categoria aperta l'EASA indica che il pilota «should […] operate only one UA at a time» (AMC1 UAS.OPEN.060(2)(d)). Negli scenari standard è il regolamento stesso: il pilota «deve utilizzare un solo aeromobile senza equipaggio alla volta» (UAS.STS-01.040, punto 2, lett. d); UAS.STS-02.040, punto 2, lett. c)). Quindi: o il drone piccolo atterra prima che decolli il grande, o lo pilota una seconda persona.

Il volo principale resta nella sua categoria. Se è un'operazione «specifica», la dichiarazione o l'autorizzazione dicono che cosa è coperto: se la ricognizione avviene nell'area mentre il drone grande vola, va vista lì.

Mezzi

  • Un drone sotto i 250 g con camera, batterie cariche.
  • Il piano di volo del drone grande, da confrontare con quello che si vede.
  • Se la ricognizione si fa mentre l'altro drone è in aria: un secondo pilota e un modo chiaro per parlarsi.

Sequenza consigliata

  1. A tavolino: zone, restrizioni temporanee e piano di volo del drone grande.
  2. Sul posto: un giro a piedi. Il drone piccolo non lo sostituisce.
  3. Volo del drone piccolo lungo il percorso del drone grande, alla quota del lavoro: cavi, antenne, gru, alberi, persone, accessi, un punto per l'atterraggio di emergenza. Si guarda quanto deriva col vento e come regge il segnale.
  4. Atterraggio. Si annota che cosa si è visto e si tengono foto e video.
  5. Se serve, si corregge il piano.
  6. Decollo del drone grande.

Errori frequenti

  • Lo stesso pilota con due droni in aria.
  • Saltare il giro a piedi «tanto c'è il drone».
  • Dimenticare che le zone valgono anche sotto i 250 g.
  • Cancellare le immagini della ricognizione: sono la prova di che cosa si sapeva prima del decollo.
  • Sorvolare un gruppo di persone perché «il drone è piccolo».

Cosa consegnare

Di solito niente al cliente. Le immagini della ricognizione possono entrare nel rapporto come «condizioni del sito al momento del lavoro».

Quali prove conservare

  • Foto e video della ricognizione, con data, ora e posizione.
  • Le note su che cosa si è visto e che cosa si è cambiato nel piano.
  • Il volo nel logbook. Nella categoria «specifica» il registro delle operazioni è un obbligo dell'operatore, da conservare «per almeno tre anni» (UAS.SPEC.050, punto 1, lett. g), iii.). Nella categoria aperta le regole europee non chiedono un logbook: registrarlo serve a poter dimostrare che il controllo c'è stato.

In Dronetrake si fa così

  • Il Mission Gate legge il piano di volo (KMZ DJI o .plan) e lo controlla prima del decollo: zone geografiche UAS, restrizioni temporanee e NOTAM, quota autorizzata, distanza dal terreno.
  • La check-list prima del volo si compila nella missione e resta firmata.
  • Il volo del drone piccolo va nel logbook come gli altri, col suo drone e il suo pilota.
  • Foto e video della ricognizione si caricano nella missione: ogni file ha la sua impronta e l'ora di caricamento.

Fonti

Le norme citate sono state lette alla fonte alla data indicata. Fa fede il testo ufficiale. Questo capitolo è un'informazione, non un parere legale.

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