Manuale d'uso

Flotta

Nel cluster Flotta stanno droni, batterie, payload, attrezzatura e dispositivi satellitari. Ogni asset ha una storia, delle scadenze e — dove ha senso — un responsabile: è la base su cui poggiano missioni e logbook.

Droni

Per ogni drone registri nome in uso, costruttore e modello, matricola/seriale (obbligatorio: è la chiave con cui gli import riconoscono l'aeromobile), classe CE da C0 a C6 oppure legacy per i mezzi ante marcatura, MTOM in grammi, costo d'acquisto, vita attesa in ore, firmware e assicurazione con scadenza. La data della polizza diventa rossa quando è passata e ambra nei trenta giorni prima.

Le ore di volo crescono da sole dal logbook e non si toccano a mano: a ogni voce registrata il contatore del drone sale della durata del volo. Poiché le voci di logbook sono immutabili, quel numero non torna mai indietro per una correzione silenziosa. Un drone ritirato resta in archivio con tutta la sua storia.

Il registro manutenzioni copre interventi con data, descrizione, prossima scadenza a data o a ore, e accanto ci sono i programmi di manutenzione ricorrenti, a intervallo di ore, cicli o calendario, con l'azione "segna eseguito". Da un drone scarichi il QTB e il certificato di storia operativa, che include la verifica della catena di hash.

C'è anche un'etichetta utile: l'azione QR "drone smarrito" genera un codice da attaccare al mezzo. Chi lo trova apre una pagina pubblica, lascia nome, contatto, un messaggio e — se vuole — la posizione; titolari e amministratori ricevono la segnalazione in campanella e via push. Se stai censendo una flotta da zero, l'azione da catalogo crea drone e prima batteria con le specifiche già compilate per i modelli più diffusi.

Batterie

Ogni batteria ha etichetta, drone assegnato, seriale, cicli con eventuale soglia di fine vita, stato (carica, da caricare, storage, fuori uso), costo e capacità in mAh.

I contatori sono due e indipendenti, come nella realtà. I cicli crescono dal registro cariche: registri inizio e fine di una carica e il ciclo si conta, lo stato torna a "carica" e la data di ultima carica si aggiorna. Le ore crescono invece dai voli in cui la batteria era montata. Alla firma del post-volo, e già al momento in cui la batteria viene agganciata a un volo, lo stato passa da sé a "da caricare".

Il conteggio cicli diventa rosso quando arrivi all'80% della vita attesa. E una batteria LiPo lasciata carica ferma da più di dieci giorni genera un avviso nello scadenzario: è il promemoria per portarla a tensione di storage.

Copertura continua

Accanto alle batterie c'è il simulatore che risponde alla domanda delle giornate lunghe: «con i droni, le batterie e i caricabatterie che ho, quante ore copro in volo continuo? e cosa mi conviene aggiungere?». Imposti lo scenario — droni in volo, autonomia e tempi di ricarica, slot di carica, l'orizzonte da coprire — e la simulazione ti dice se copri l'orizzonte, dove si aprono i buchi, e qual è il collo di bottiglia.

Un esito merita attenzione: «copre le otto ore ma non regge oltre». Succede quando il deficit fra slot di carica e domanda morde solo dopo le prime ore, erodendo il polmone di batterie cariche: la simulazione lo scova provando il doppio dell'orizzonte, e la raccomandazione ti dice quante batterie o quanti slot in più servono per chiudere il buco. È un simulatore: si gioca coi numeri, non salva niente.

Punteggio di salute 0-100

Accanto alla batteria compare uno Score salute da 0 a 100, ricalcolato dai voli con telemetria attribuita. Verde da 80 in su, ambra da 50, rosso sotto 50.

Il punteggio è la media pesata di cinque componenti, e conviene sapere cosa pesa cosa:

Una componente senza dati esce dal calcolo e i pesi si ridistribuiscono sulle altre, così un dato mancante non viene mai interpretato come "tutto a posto".

Il punteggio è "n/d" quando la batteria non ha nessun volo con telemetria di cella o di temperatura attribuita — nessuna riga di storico, oppure righe che portano solo la percentuale di carica o solo il GPS. In quel caso non viene inventato un valore di comodo: senza dati non c'è punteggio, e non c'è nemmeno un 100 di default.

Sulla scheda della batteria trovi anche cicli, ore, numero di scariche profonde, quanti voli hanno effettivamente portato dati, il trend delle celle sugli ultimi trenta voli (tensione minima e sbilanciamento) e un istogramma delle temperature a fasce fino a 60 °C e oltre. Titolari e amministratori possono lanciare un Ricalcola salute su una finestra di giorni a scelta; un ricalcolo automatico gira comunque ogni settimana.

Il limite da tenere presente è lo stesso della telemetria: i dati vengono attribuiti alla batteria solo se era l'unica montata sul volo. Con due pacchi non si sa quale cella appartenga a quale, quindi quel volo non lascia storico e non entra nel punteggio.

Allarmi batteria

Dai dati di ogni volo nascono quattro tipi di allarme. Due sono critici, perché segnano un danno permanente alla chimica: la scarica profonda, quando una cella scende sotto 3,30 V, e la sovratemperatura, quando il pacco tocca o supera 60 °C. Due sono avvisi, perché segnano un degrado da tenere d'occhio: lo sbilanciamento celle da 100 mV in su e la salute bassa, quando il punteggio scende sotto 60.

Ogni allarme riporta il valore misurato accanto alla soglia superata, così sai sempre di quanto sei fuori.

Gli allarmi arrivano a titolari e amministratori in campanella e, per chi ha attivato le notifiche del browser, anche via push: un solo avviso per batteria e per volo, non uno per soglia. Li ritrovi come badge sulla voce Batterie del menu — rosso se c'è almeno un critico, ambra altrimenti — nella scheda della batteria sotto Allarmi, e in cima allo Scadenzario, con i critici per primi.

Due accorgimenti evitano le valanghe. Un volo decollato più di sette giorni fa scrive lo storico ma non genera allarmi: un import tardivo non è un'emergenza. E l'allarme di salute bassa si ripete al massimo una volta ogni sette giorni per batteria, perché un punteggio basso resta basso a lungo.

Il riscontro si dà dalla scheda della batteria, con l'azione Riscontra: registra chi e quando, toglie l'allarme dallo scadenzario e fa scendere il badge. Prendere atto non guarisce la batteria, e infatti l'allarme resta nello storico con nome e data di chi l'ha riscontrato.

In dashboard, il riquadro Batterie a rischio elenca fino a otto pacchi con punteggio sotto 60, dal peggiore. Quando non c'è niente da segnalare il riquadro sparisce, invece di dire che va tutto bene.

Payload e calibrazioni

Termocamere, sensori multispettrali, LiDAR e sensori RGB sono asset a sé, con costruttore, modello, seriale, drone di destinazione e le due date di calibrazione: quando è stata fatta e quando scade. La scadenza diventa rossa una volta passata e compare nello scadenzario e nelle auto-verifiche di missione.

Anche i payload hanno la custodia: la tabella mostra chi ce l'ha adesso e chi l'ha usato per ultimo, e dalla scheda si apre lo storico consegne — chi, per quale missione, da quando a quando, con le note. È in sola lettura: quelle righe le scrivono la presa in carico e la restituzione, non si compilano a mano. Quello che per i payload non c'è, oggi, è uno storico delle calibrazioni: restano le due date, Ultima calibrazione e Prossima calibrazione.

Attrezzatura e custodia

In Attrezzatura censisci radiocomandi, anemometri, radio, link video, ground station, tablet e tutto il resto, ciascuno con un codice inventario breve — testo libero, il suggerimento è RC-01, ANE-01, e dev'essere unico nella tua organizzazione. Per i radiocomandi indichi anche i droni compatibili.

Se l'oggetto ha una batteria interna compaiono lo stato di carica e i cicli, e il registro cariche funziona come per le batterie di volo: il campo può segnare la carica al volo, con la stessa conseguenza sullo stato. Ci sono anche le date di calibrazione e un registro manutenzioni.

La custodia risponde alla domanda che conta in campo: chi ha cosa. Prendi in carico apre una custodia — puoi anche assegnarla a un collega, non solo a te — e Riconsegna la chiude. Lo storico custodie conserva utente, missione, presa e riconsegna. In missione un radiocomando si abbina a un solo drone, che deve essere fra quelli compatibili: la stessa regola che vale sul campo.

Dispositivi satellitari

Sono i comunicatori satellitari dell'organizzazione, il canale che porta un SOS dove non c'è rete. Registri tipo di dispositivo — Garmin inReach, SPOT, ZOLEO e Iridium SBD — identificativo, IMEI e, se vuoi, il membro a cui è assegnato.

Ogni dieci minuti la piattaforma interroga i feed e aggiorna l'ultima posizione del dispositivo; se il feed segnala un SOS parte subito l'allarme verso la sala operativa. Titolari e amministratori possono anche forzare una sincronizzazione con Sincronizza ora.

Una precisazione onesta: oggi vengono interrogati attivamente i feed inReach e SPOT. I dispositivi ZOLEO e Iridium SBD si registrano lo stesso, ma il loro traffico non passa da questa sincronizzazione — l'Iridium SBD arriva per un'altra via, via webhook.

Droni che non sono tuoi

Capita, e non è un'eccezione rara: il drone di un volontario che vola per l'associazione, il drone di uno studente in una scuola di volo. L'operazione è tua, l'aeromobile no.

Prima di mettere quel drone in flotta, fermati: la flotta sono i mezzi di cui rispondi tu — classe, assicurazione, MTOM, scadenze, manutenzioni. Metterci dentro l'aeromobile di un altro significa firmare per una cosa che non tieni.

Per questo c'è la chiave ospite, in Flotta → Chiavi ospite. La emetti dichiarando chi vola e perché: due campi obbligatori, più l'organizzazione di appartenenza se ce l'ha. Da lì chi vola carica i voli come sempre, e succedono tre cose:

La chiave si vede una volta sola: nel database ne resta solo l'impronta, quindi non è recuperabile nemmeno da noi. Se la perdi, se ne emette un'altra. Scade dopo novanta giorni e la puoi revocare prima. ⚠️ La revoca chiude la porta ai voli nuovi, non tocca quelli già entrati: restano dove sono, con la loro dichiarazione dentro la prova.

Il certificato di storia operativa di un drone non tuo dice quello che possiamo davvero provare: la sua storia presso di te, non la sua storia intera — prima e dopo ha volato per altri, e quello non lo sappiamo.