Manuale d'uso
Voli
Il cluster Voli contiene il registro voli dell'organizzazione e il logbook personale di ogni pilota. Il regolamento europeo (Reg. UE 2019/947, AMC1 UAS.SPEC.050) chiede registri completi, conservati tre anni e protetti da alterazione: qui il requisito è architettura, non buona volontà.
La voce di logbook
Ogni volo è una voce con drone, pilota, decollo e atterraggio al secondo, luoghi e coordinate, batterie montate, VLOS o BVLOS, numero OA, anomalie e — se la missione è agganciata a un ordine di operazione — il riferimento ODO-2026-001 / TO-3. La durata si calcola da sola dalla differenza fra atterraggio e decollo, e le ore del drone crescono di conseguenza.
Le batterie si indicano solo alla creazione: entrano nel volo, accumulano le ore e tornano da sole a "da caricare". Puoi allegare una telemetria in JSON fino a 20 MB, come array di punti {t, lat, lng, alt_m, speed_kmh, battery_pct}.
Append-only con catena di hash
Le voci non si modificano e non si cancellano. Ogni voce è concatenata alla precedente con un SHA-256 calcolato sull'hash precedente più il contenuto della voce, in una catena per organizzazione che parte da un hash di soli zeri. Manomettere una voce spezza la catena in modo evidente e verificabile.
Il tentativo di modifica viene rifiutato dal sistema, sempre: non c'è un campo che faccia eccezione. La cancellazione è bloccata finché la voce ha meno di tre anni; nell'interfaccia il bottone non esiste proprio. Gli errori si correggono con una rettifica: dalla scheda del volo crei una nuova voce collegata all'originale, precompilata con i suoi dati, che entra in catena per conto suo. L'originale resta dov'è, visibile, con la rettifica indicata accanto.
Nella scheda del volo l'impronta della voce è mostrata per intero e copiabile. Sono in catena drone, pilota, orari, luoghi e coordinate, VLOS, numero OA, anomalie e il riferimento alla voce rettificata; non lo sono missione, telemetria, batterie e sorgente, che sono dati ausiliari e riscrivibili.
I report di missione portano un QR di verifica: chi riceve il documento apre una pagina pubblica che ricalcola la catena da zero a ogni visita e mostra volo per volo se l'impronta è integra, insieme alle impronte dei file consegnati. Esiste anche un certificato di storia operativa per singolo drone, senza luoghi, piloti e clienti.
Export ed esportazioni
Dal registro scarichi l'export ENAC in PDF scegliendo drone (o tutti) e intervallo di date, con l'hash di testa della catena stampato sul documento. Il QTB — Quaderno Tecnico di Bordo è invece un'azione sulla scheda del drone: identità del mezzo, tutti i suoi voli, manutenzioni e batterie assegnate, l'export da mostrare in ispezione.
Logbook pilota
Ogni pilota ha la sua pagina personale, limitata ai voli fatti in questa organizzazione: ore totali di carriera con numero di voli, ore dell'anno in corso, ore degli ultimi 90 giorni e un indicatore di attività recente.
Su quell'indicatore va detta una cosa onesta: è un semplice "hai volato negli ultimi 90 giorni, sì o no". Non applica una regola di currency normativa, non conta ore minime e non conta decolli: è un promemoria, non un attestato di idoneità.
A video vedi le ultime 50 voci; lo storico completo sta negli export PDF (con le statistiche in testa) e CSV — utili per documentare l'esperienza a un rinnovo.
Import da DJI Cloud
Per gli account DJI collegati esiste un canale di ingest che riceve i voli dal cloud e li scrive nel logbook. Il drone viene riconosciuto dal numero di serie: se quel seriale non è in flotta il volo viene rifiutato con un messaggio esplicito, perché una voce senza aeromobile identificato non ha valore. Il pilota si abbina dall'email, con ricaduta sul primo titolare o amministratore. Le batterie sconosciute vengono censite automaticamente sul drone del volo, con etichetta ricavata dal seriale e una nota che dice come sono nate.
Lo stesso volo importato due volte non genera un doppione: il riferimento esterno è unico per organizzazione. Il payload grezzo viene sempre archiviato, e la telemetria viene collegata solo se il volo porta davvero dei punti — meglio nessuna traccia che una traccia finta.
Una precisazione doverosa: l'aggancio all'account DJI non è un interruttore da accendere nel pannello. Richiede l'account sviluppatore DJI dell'operatore e una configurazione dedicata, e va abilitato sull'installazione.
Import CSV da AirData
Se arrivi da AirData UAV puoi importare i log senza riscrivere niente. L'azione Importa da AirData (CSV) accetta l'export "Flight Log CSV" per singolo volo, fino a 20 MB: scegli drone, pilota e, se vuoi, la batteria montata — il CSV di AirData non contiene queste identità, quindi le indichi tu.
Il parser riconosce i nomi di colonna in modo tollerante — maiuscole, spazi, trattini e underscore non contano — e capisce da solo il separatore, virgola o punto e virgola. Le conversioni sono automatiche: i piedi diventano metri, le miglia orarie e i metri al secondo diventano km/h, i gradi Fahrenheit diventano Celsius, i millivolt diventano volt e i milliampere ampere. Anche la virgola decimale degli export europei viene gestita. La corrente viene presa in valore assoluto, perché i log DJI la registrano negativa in scarica e AirData positiva.
Sugli orari: se il file porta un timestamp assoluto decollo e atterraggio vengono da lì e il campo "data/ora di decollo" del modale viene ignorato. Se invece il file ha solo un tempo relativo, quella data diventa obbligatoria e il sistema te lo dice.
Le righe malformate non fanno fallire l'import: vengono saltate e contate, e il conteggio compare nella notifica finale insieme a campioni, durata, quota massima e batteria minima. Se mancano le colonne essenziali l'import si ferma e ti elenca quali, coi nomi di AirData. Reimportare lo stesso file non crea un doppione — il riconoscimento è sull'impronta del file, quindi un ri-export anche solo leggermente diverso verrebbe importato come volo nuovo.
Dalla traccia il sistema ricava anche degli avvisi che finiscono nelle anomalie della voce: batteria scesa sotto il 15%, meno di otto satelliti, sbilanciamento celle da 150 mV in su. Le anomalie sono in catena di hash, quindi quel testo resta agli atti.
Telemetria del volo
Nella scheda del volo, sotto la voce di logbook, ci sono tre blocchi.
Telemetria e replay mostra quota massima, velocità massima, distanza percorsa, batteria minima e cella minima, poi i grafici di quota e velocità e di batteria e tensione di cella, e infine la traccia su mappa con i marcatori di decollo e atterraggio. Sotto la traccia vengono disegnate le zone UAS caricate dall'organizzazione, in rosso.
Telemetria batteria è il blocco delle celle. Se il log porta le tensioni per singola cella, vedi una curva per ogni cella; se non le porta — succede con i file storici, che conservavano solo minimo e sbilanciamento — vedi invece la fascia fra cella minima e cella massima, ricostruita dallo spread. Accanto corre la temperatura del pacco. Sul grafico sono tracciate due soglie tratteggiate: la scarica profonda a 3,30 V per cella e la sovratemperatura a 60 °C, entrambe etichettate col valore. Il secondo grafico incrocia percentuale di batteria e quota.
Qui va detto il limite più importante, perché cambia cosa puoi concludere: se il volo ha due o più batterie, i dati di cella non sono attribuibili. Non si sa quale cella appartenga a quale pacco, quindi il sistema non scrive nessuna statistica su nessuna delle due e quel volo non contribuisce al punteggio di salute. Il grafico può ancora disegnare la traccia — viene dal file — ma non è riferibile a un pacco. Allo stesso modo, se la traccia non porta dati di batteria (una registrazione solo GPS, per esempio), il blocco dichiara che non c'è nulla invece di mostrare un grafico vuoto.
Analisi post-volo elenca i rilievi automatici ricalcolati dalla telemetria: quota oltre i 120 m e batteria sotto il 10% sono segnalati come gravi, batteria sotto il 15%, meno di sei satelliti e distanza dal decollo oltre i 500 m come minori. Da lì, con un'azione, apri un incidente già precompilato con questi rilievi.