Manuale d'uso
Conformità
Il cluster Conformità raccoglie quello che serve a dimostrare come lavori: lo scadenzario, il registro incidenti col fascicolo da consegnare, il manuale delle operazioni con le sue revisioni e gli allarmi SOS che arrivano dal campo.
Lo scadenzario
Tutte le scadenze confluiscono in una sola pagina. Le fonti sono nove: assicurazioni dei droni, calibrazioni dei payload, manutenzioni con prossima scadenza, programmi di manutenzione ricorrenti (a ore, cicli o calendario), attestati dei piloti, batterie a fine vita, batterie ferme cariche da più di dieci giorni, salute batterie non buona e calibrazioni dell'attrezzatura.
L'orizzonte della pagina è di novanta giorni e ogni voce ricade in una di tre fasce: Scaduto in rosso, In scadenza in ambra quando manca meno di un mese, OK in verde oltre. I segnali che non hanno una data — una batteria a fine vita, per esempio — finiscono in "In scadenza", perché sono cose da guardare adesso.
In cima alla pagina, quando ce ne sono, compaiono gli allarmi batteria non ancora riscontrati, con i critici per primi.
Ogni mattina alle 7:00 parte un digest con le scadenze dei sette giorni successivi. Va detto con precisione come arriva: è una notifica in campanella e, per chi ha attivato le notifiche del browser, anche una push. Non è un'email. La ricevono i titolari e gli amministratori, e solo se c'è davvero qualcosa di scaduto o in scadenza — nessuna notifica per dire che va tutto bene.
Incidenti
Quando succede qualcosa apri un incidente. Il form è diviso in quattro blocchi: cosa è successo (data e ora, tipo fra dodici categorie, gravità fra quasi collisione, lieve, rilevante e incidente, stato, descrizione obbligatoria e azioni immediate); gli asset coinvolti (missione, volo, drone, pilota, luogo, coordinate); le conseguenze (danni, feriti, terzi coinvolti con dettagli); e il blocco autorità.
Su quest'ultimo va detto esattamente cosa fa e cosa non fa. C'è un interruttore "segnalabile all'autorità", che si presenta già acceso per i tipi che di norma lo sono — airprox, collisione, ferito, fly-away — e un campo per il riferimento della pratica. La piattaforma stessa lo dichiara: è una guida, non un invio automatico. Nessuna comunicazione parte verso ENAC o altre autorità: il registro è interno e la segnalazione formale la fai tu, per le vie che ti competono.
Lo stato accompagna la lavorazione: Aperto, In indagine, Segnalato, Chiuso. Le evidenze si caricano come file (fino a circa 500 MB l'uno) e ognuna conserva nome originale e impronta SHA-256.
Un incidente si apre da tre punti diversi, e conviene usare quello più vicino al fatto. Dall'elenco Incidenti, quando lo registri a freddo. Dalla scheda di un volo, con l'azione Segnala incident: l'incidente nasce già collegato al volo e precompilato con i rilievi dell'analisi post-volo — quota oltre il limite, batteria critica, distanza dubbia. E dalla firma del post-volo, scegliendo incidente come anomalia: nasce collegato a missione e drone, come guasto tecnico di gravità lieve, pronto da completare.
Possono aprire e modificare incidenti i titolari, gli amministratori e i piloti; tutti gli altri li consultano. Sulla voce di menu resta un contatore degli incidenti non ancora chiusi.
Il fascicolo dell'incidente
L'azione Scarica fascicolo (ZIP) assembla in un colpo solo il pacchetto da consegnare a un'assicurazione o a un'autorità. Dentro trovi il PDF del fascicolo, la telemetria in JSON se il volo collegato ne ha una, e la cartella delle evidenze coi file originali.
Il PDF mette in fila: intestazione con operatore e codice operatore; sintesi dell'evento; conseguenze; la voce di logbook del volo con durata, drone, pilota, anomalie e la sua impronta della catena di hash; l'identità dell'aeromobile con classe, MTOM, assicurazione e firmware; il pilota con l'indicazione se aveva un attestato valido al momento dell'evento — non oggi, al momento dell'evento; la missione con semaforo meteo, vento massimo e le checklist firmate con firmatario e orario; le statistiche di telemetria; l'elenco delle evidenze con le dimensioni; e infine il blocco autorità.
In chiusura il documento spiega dove sta la garanzia: la voce di logbook è concatenata in SHA-256 e ogni evidenza porta la propria impronta.
Manuale delle operazioni
Il manuale delle operazioni è il fascicolo che descrive come opera la tua organizzazione, assemblato e versionato dalla piattaforma. Scegli un modulo fra i sette disponibili — pulizia facciate, agricoltura, sorveglianza, ispezione infrastrutture, ricerca e soccorso, riprese aeree, consegne — il paese fra quelli che quel modulo copre, il nome dell'accountable manager e le mitigazioni e i payload dichiarati.
Il documento si compone di dieci sezioni, dalle generalità all'ambito e base di rischio, organizzazione ed equipaggio, flotta, procedure operative, strato normativo, emergenze e piano di risposta, registri, master document list e registro revisioni. I contenuti operativi vengono presi dai tuoi dati veri: droni in flotta, equipaggio con lo stato degli attestati, ordini di operazione autorizzati.
La master document list raccoglie attestati dei piloti, assicurazioni dei droni e ordini di operazione autorizzati, ciascuno con il suo stato — scaduto, in scadenza entro trenta giorni, valido.
Il ciclo di vita è semplice. Il manuale nasce come bozza, con un codice OM-001 progressivo per organizzazione, edizione 1 e revisione 0. Titolari e amministratori possono approvarlo: da quel momento è approvato, registra chi ha approvato e quando, e viene aggiunta una riga al registro revisioni con edizione, revisione e una fotografia di quanto dichiarato. Un manuale approvato non è più modificabile né eliminabile — anche entrando dall'indirizzo diretto — e per rimetterci mano devi aprire una revisione, che incrementa il numero e riporta il documento in bozza. Il registro revisioni si legge, non si scrive.
Il PDF si scarica in qualunque stato, anche in bozza.
Due limiti da dichiarare. Il primo lo dice il codice stesso: la piattaforma non certifica la conformità, assembla e versiona il fascicolo. Il secondo riguarda lo strato normativo: le celle per paese sono una prima stesura assistita da AI, da validare, e dove una cella non è ancora stata verificata il documento lo segnala come lacuna invece di inventare un contenuto. Il manuale evidenzia anche le incompatibilità: un payload non operabile o vietato in quella giurisdizione viene messo in primo piano.
SOS dal campo
L'SOS è il pulsante rosso in cima alla home dell'app da campo. Serve due tocchi — si preme, si conferma, eventualmente con un messaggio — e non è un gesto lungo o complicato, perché con i guanti o sotto la pioggia i gesti falliscono.
Insieme alla richiesta parte la posizione, se il dispositivo la concede entro dieci secondi. Se il GPS è negato o non risponde l'SOS parte lo stesso, senza coordinate, e l'app te lo dice chiaramente: meglio un allarme senza posizione che nessun allarme.
Ci sono anche altre vie di ingresso: un SMS da un numero registrato, e i dispositivi satellitari — i feed inReach e SPOT vengono interrogati ogni dieci minuti e un punto marcato SOS fa scattare l'allarme, mentre i terminali Iridium arrivano per webhook.
L'allarme raggiunge i titolari e gli amministratori — la "sala operativa" — in campanella, via push e, per chi ha un numero di telefono registrato, anche via SMS con un link alla mappa. Se lo stesso operatore rilancia entro un quarto d'ora, l'allarme aperto viene aggiornato con la nuova posizione invece di generarne un altro.
La lavorazione ha quattro stati: Attivato, Preso in carico (registra chi e quando), poi Risolto oppure Falso allarme. Gli allarmi non si creano dal pannello: nascono solo dal campo.
Un punto va ripetuto perché è quello che conta: l'SOS non sostituisce il 112 né i servizi di emergenza, e non è un beacon certificato Cospas-Sarsat. È l'invio di una posizione e di una richiesta di aiuto ai referenti della tua organizzazione. Se c'è un'emergenza vera, si chiama il 112.